Quali caratteristiche devono avere i dispositivi di comando (attuatori)

Direttive Europee CE, Norme tecniche

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Quali caratteristiche devono avere i dispositivi di comando (attuatori)

La direttiva macchine 2006/42/CE , abbiamo detto, che all’allegato I paragrafo 1.2.2 specifica le caratteristiche che sono richieste per i dispositivi di comando. Precisamente specifica i primi 5 punti del paragrafo 1.2.2 specificano quanto segue:


1.2.2. Dispositivi di comando

I dispositivi di comando devono essere:

— chiaramente visibili e individuabili utilizzando, se del caso, pittogrammi,

— disposti in modo da garantire una manovra sicura, univoca e rapida,

— progettati in modo tale che il movimento del dispositivo del comando sia coerente con l'azione del comando,

— situati fuori delle zone pericolose tranne il caso, all'occorrenza, di taluni dispositivi di comando, come un arresto di emergenza o una pulsantiera pensile,

— sistemati in modo che la loro manovra non causi rischi supplementari,

— progettati o protetti in modo che l'azione comandata, se comporta un pericolo, possa avvenire soltanto in seguito ad un'azione deliberata,

— fabbricati in modo da resistere alle sollecitazioni prevedibili. Particolare attenzione sarà data ai dispositivi di arresto di emergenza che possono essere soggetti a grosse sollecitazioni.

…Continua ….


Di seguito riassumiamo alcune importanti caratteristiche che devono avere i dispositivi di comando facendo riferimento anche alle specifiche norme in cui vi è descritta la soluzione tecnica da adottare.

Posizione dei dispositivi di comando

i dispositivi di comando vengono generalmente detti anche “attuatori”. Gli attuatori possono essere di diverso tipo, non esistono solamente quelli che comunemente conosciamo a pulsante, ma possono essere a levetta, a chiave, oppure rotativi

La norma CEI EN 60204-1 (al capitolo 10) Sicurezza del macchinario - Equipaggiamento elettrico delle macchine Parte 1: Regole generali, prescrive che i dispositivi di comando devono essere posti ad almeno 0,6 metri dal piano di servizio, e che siano facilmente raggiungibili. Per facilmente raggiungibile si intende che l’operatore non deve avere difficoltà ad azionarli quando si trova nella sua normale posizione di lavoro. Pertanto si può ipotizzare un’altezza massima di 1,8 metri.

interfaccia uomo macchina requisiti

Per quanto concerne poi l’apposizione che dispositivi di comando devono avere ci viene in aiuto la norma

EN 61310-1 - sicurezza del macchinario: prescrizioni per segnali visivi, acustici e tattili, la quale ci indica e ci raccomanda che gli attuatori siano compresi all’interno di un determinato campo visivo.

Le zone del campo visivo possono essere suddivise in tre parti.

Una zona “preferita”, tale zona a un’apertura angolare di 30° rispetto all’asse visivo.

Da due zone ”accettabili” le quali hanno un’apertura angolare di 25° al di sopra e al di sotto della zona “preferita”.

Ed infine una zona “non adatta”, ossia tutta quella porzione di campo visivo al di fuori della zona “preferita” e della zona “accettabile”

Quanto abbiamo appena detto sopra si riferisce al campo di visibilità, e quindi alla posizione che devono assumere sul quadro elettrico gli attuatori e i dispositivi di comando.

zone visive interfaccia uomo macchina

Il quarto trattino del requisito essenziale di sicurezza 1.2.2 dell’allegato I della direttiva macchine 2006/42/ce, stabilisce poi che dispositivi di comando devono essere situati fuori dalle zone pericolose, tranne, all'occorrenza, per taluni dispositivi di comando come l’arresto di emergenza. Questo requisito è differente da quanto abbiamo descritto sopra.

In quanto in questo caso si parla per l’appunto della posizione che il quadro di comando deve assumere rispetto alla macchina complessiva rispetto ai pericoli che questa genera.


Dispositivi di comando posti su un piano orizzontale

Una attenzione particolare deve essere posta inoltre alla posizione dei dispositivi di comando quando questi sono posti su un piano orizzontale. In questo caso infatti si deve evitare che manovre non desiderate, ad esempio utili con persone o cose, possono azionare l’attuatore.

A questo scopo i pulsanti sono spesso muniti di una “Guardia” o “collare protettivo”, oppure sono realizzati in esecuzione “a filo raso”.

collare protettivo analisi rischi macchine

Guardia” o “collare protettivo

collare protettivo analisi rischi macchine emergenza
pulsante a filo raso

a filo raso

A volte, invece, è necessario prediligere la facilità di azionamento del comando. È questo il caso dei pulsanti di emergenza. In questo caso il pulsante di emergenza deve essere facilmente individuabili azionabile anche da posizioni diverse da quella del normale lavoro.

È per questo motivo che la sua costruzione è generalmente e universalmente oramai unica e a forma di fungo.


Pulsante di emergenza con collare protettivo

Voglio fare una precisazione in riferimento al collare protettivo che a volte si vede applicato ai pulsanti di emergenza. Questa condizione si pone in una zona grigia, non completamente conforme allo scopo che ha il fungo di emergenza. È una soluzione che prima di essere applicata va ponderata a seconda del caso specifico. Mettere un collare di protezione su un fungo di emergenza lo si può fare qualora l’arresto in emergenza della macchina possa causare ulteriori rischi e pericoli per l’operatore. Questa soluzione deve essere ben ponderata perché se da una parte vogliamo togliere i rischi che si genererebbero a causa di un arresto di emergenza incontrollato, dall’altra parte rimane il fatto che il collare può impedire la facilità di azionamento del comando.

L’adozione di questa soluzione, quindi, va valutata attentamente dal professionista. Tuttavia io mi sento di non consigliarla, se non in casi estremi.


 RESS 1.2.2 dell’allegato I della direttiva macchine 2006/42/ce

Per completezza requisito essenziale di sicurezza 1.2.2 dell’allegato I della direttiva macchine 2006/42/ce continuo nella seguente maniera:

1.2.2. Dispositivi di comando

…Continua ….

Se un dispositivo di comando è progettato e costruito per consentire varie azioni differenti, vale a dire se la sua azione non è univoca, l'azione comandata deve essere chiaramente indicata e, all'occorrenza, confermata.

La posizione e la corsa dei dispositivi di comando, nonché lo sforzo richiesto devono essere compatibili con l'azione comandata, tenendo conto dei principi ergonomici.

La macchina deve essere munita di indicatori necessari per un funzionamento sicuro. Dal posto di comando l'operatore deve poter leggere i suddetti indicatori.

Da ogni posto di comando l'operatore deve poter essere in grado di assicurarsi dell'assenza di persone nelle zone pericolose oppure il sistema di comando deve essere progettato e costruito in modo che l'avviamento sia impedito fintanto che qualsiasi persona si trova nella zona pericolosa.

Qualora nessuna di tali possibilità sia applicabile, prima dell'avviamento della macchina deve essere emesso un segnale di avvertimento sonoro e/o visivo. La persona esposta deve avere il tempo di abbandonare la zona pericolosa o impedire l'avviamento della macchina.

Se necessario, vanno previsti mezzi per assicurarsi che la macchina possa essere comandata solo dai posti di comando situati in una o più zone o posti prestabiliti.

Quando vi sono più posti di comando, il sistema di comando deve essere progettato in modo che l'impiego di uno di essi renda impossibile l'uso degli altri, ad eccezione dei comandi di arresto e degli arresti di emergenza.

Quando la macchina è munita di più posti di manovra, ognuno di essi deve disporre di tutti i dispositivi di comando necessari, senza ostacolare né mettere in situazione pericolosa mutuamente gli operatori.

…Continua ….

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chi sono

CEO di SiCert S.r.l. Esperto in Direttive Europee e Normativa Tecnica per quanto concerne la sicurezza dei macchinari e delle attrezzature di lavoro e Luoghi di Lavoro Marito, Padre e appassionato della cultura e della formazione.

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