Maggio 23, 2019

controllo remoto delle macchine

L’evoluzione tecnologica, ed in particolare quella riguardante l’automatizzazione di alcuni processi, ha fatto crescere la domanda di estendere le possibilità di controllo remoto delle macchine industriali.

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Seppure si tratti di una necessità operativa decisamente sentita fra gli utilizzatori, occorre inquadrare quali sono i presupposti per poter ammettere un controllo da remoto delle macchine. Significato, che troppo spesso crea confusione su ciò che è possibile fare quando si parla di remoto, e che, in generale, rischia di generare una sottovalutazione dei rischi connessi.

Controllo da remoto: significato e implicazioni sulla sicurezza dei lavoratori

Anzitutto per controllo da remoto si intende la possibilità di intervenire, tramite apposito comando, su una macchina industriale che non si trova sotto l’immediato controllo dell’operatore. Questa ipotesi, racchiude in sé, molti dei limiti e degli ambiti di operatività del controllo da remoto.

Non è infatti possibile ammettere un controllo da remoto, se la macchina industriale sottoposta al comando da remoto, non sia visibile dall’operatore.

Inoltre, occorre che la stessa macchina non si trovi nelle vicinanze di operatori che fisicamente possano trovarsi esposti e subire, loro malgrado, gli effetti dell’intervento operato da remoto.

Come appare chiaro, in gioco non ci sono solo aspetti che riguardano i processi produttivi, ma la sicurezza dei lavoratori.

Significato di controllo da remoto: in quali casi è possibile ammetterlo?

Proprio la sicurezza, diventa prioritaria per affrontare, più nello specifico, una delle richieste che più frequentemente viene espressa: la possibilità di silenziare da remoto, gli allarmi che si attivano nelle fasi del processo produttivo.

Esigenza connessa spesso, alla necessità di ripristinare lo status quo della macchina a seguito delle verifiche di corretto funzionamento, eseguite su quanto segnalato dagli allarmi.

Questo è uno dei casi in cui non si può ammettere semplicemente un controllo da remoto, in quanto i segnalatori di allarme e dei dispositivi di sicurezza in generale, vengono considerati uno dei fattori di presidio per la sicurezza dei lavoratori. Il loro ripristino dunque non può avvenire genericamente con un telecontrollo da remoto, ma deve rispettare alcuni requisiti considerati imprescindibili per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Per prima cosa è necessario che gli eventuali interventi da remoto, verifichino preventivamente che nessun lavoratore che opera sulla macchina possa trovarsi in una situazione di rischio.

L’utilizzatore della macchina quindi, dovrà essere messo nelle condizioni di uscire dall’area di rischio o di essere preventivamente avvertito dell’azione di ripristino effettuata da remoto sul comando della macchina industriale.

In secondo luogo, è necessario che la componente, oggetto del comando da remoto, sia protetta e non raggiungibile direttamente dall’utilizzatore.

Quindi, aspetto che attiene alla formazione del lavoratore, sia l’utilizzatore della macchina, che l’operatore che la controlla da remoto, dovranno essere in grado di accedere alle istruzioni di funzionamento della macchina, che dovranno contenere criteri di addestramento sia per gli operatori che utilizzano direttamente la macchina, sia per quelli che operano da remoto.

Tutti questi principi, che attengono a norme generali di sicurezza sui luoghi di lavoro e che riguardano, nello specifico, le norme relative al controllo da remoto, sono tratte per estensione da quanto previsto dalla direttiva UNI EN ISO 10218-2:2011, anche se questa, si riferisce ai “robot e attrezzature per robot”. In caso di assenza di norme specifiche sul controllo da remoto di macchine industriali, è ragionevole, oltre che lecito, estendere, per analogia, l’applicazione delle norme che fanno riferimento al controllo da remoto dei robot, alle macchine industriali. Per le quali, come è facilmente intuibile, il significato di controllo da remoto, resta invariato.

cHi e' l'AUTORE DI QUESTO ARTICOLO

CEO di SiCert S.r.l. Esperto in Direttive Europee e Normativa Tecnica per quanto concerne la sicurezza dei macchinari e delle attrezzature di lavoro e Luoghi di Lavoro Marito, Padre e appassionato della cultura e della formazione.

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  1. Buongiorno, nell’articolo viene espressamente detto che le normative per la sicurezza durante il controllo remoto delle macchine industriali siano state in questo caso derivate per estensione da quelle sulla regolamentazione di sistemi robotici. è possibile eseguire la stessa generalizzazione anche per macchinari che operano in ambito civile o è necessario seguire altre normative più stringenti?

    1. Buon giorno , in questo caso stiamo parlando di macchine che ricadono all’interno della definizione di macchina ai sensi della direttiva. L’ambito di utilizzo della macchina non è definito nella direttiva ossia un distributore del latte automatizzato disposto in un parco comunale è considerato macchina ai sensi della direttiva, ossia ricade all’interno della definizione.
      Un distributore del late casalingo ad esempio è classificabile come elettrodomestico pertanto escluso dalla direttiva (es. un microonde non è una macchina ai sensi della direttiva).
      Pertanto la direttiva va applicata a tutti i prodotti che ricadono nel campo di applicazione riportato nel Artico 1 della direttiva 2006/42/ce

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